Strudel con farina di sorgo

 

Vi propongo una ricetta classica, ma usando invece della farina 00, la farina di SORGO.

Il sorgo è stata una delle prime piante a essere coltivata. Probabilmente originario dell'Etiopia, si è diffuso prima in Asia e Europa e, più recentemente, in America e Australia.

In Italia il sorgo si coltiva prevalentemente al Nord e spesso è coltivato come mangime, più che per la nostra alimentazione.

Con il sorgo si possono fare diverse preparazioni: i granelli di sorgo immaturi possono essere consumati arrostiti interi, quelli maturi si possono preparare come pop-corn. In generale, il sorgo è consumato sotto forma di granella intera decorticata o di farina.

La farina si ottiene da granella decorticata e si usa pura o mescolata alla farina di altri cereali. Si possono distinguere i seguenti gruppi di alimenti tradizionali a base di sorgo. Si può fare del pane, in genere non lievitato, fatto con una pasta che può essere fermentata, consumato in Asia ed in alcune regioni dell'Africa e gallette e tortillas in America Centrale; polenta, semolini e pappe, fluidi o densi, anche fermentati, consumati soprattutto in Africa; prodotti bolliti come il riso o stufati come il couscous; bevande alcoliche (birra in Africa ed alcool in Cina) e non (melasse e sciroppo negli Stati Uniti); cibi privi di glutine come pane, pizza, pasta, dolci-

Ma il sorgo è anche un cereale di cui si consuma non solo il chicco di grano: la granella fornisce amido, che serve anche a preparare colle, adesivi e destrosio, olio e materia prima per la preparazione dei mangimi.

Dal midollo dei sorghi zuccherini si ricavano zucchero e melassa. Le fibre dello stocco servono anche per confezionare pannelli utilizzati nelle costruzioni.

Le glume, la guaina fogliare e altre parti della pianta di certe cultivar contengono pigmenti usati come coloranti nelle industrie alimentare e tessile.

Le infiorescenze ad ombrella, private della granella, sono utilizzate per la produzione artigianale delle tradizionali scope di saggina e ramazze, le più diffuse prima dell'utilizzo di materie plastiche. Questo cereale è anche chiamato saggina.

La composizione chimica del sorgo è estremamente interessante da un punto di vista nutrizionale poiché la granella essiccata contiene molta fibra, proteine, lipidi soprattutto. La modesta quantità di proteine è comunque rappresentata da alcuni aminoacidi essenziali.

Per questa sua composizione il sorgo è altamente digeribile e facilmente assimilabile, oltre a contenere importanti sali minerali come ferro, calcio, potassio, Vitamina B3 e vitamina E, che rendono quest’alimento ricco di proprietà nutritive. Contiene inoltre antiossidanti naturali.

​Ricco di fibre ma privo di glutine, è perfetto nelle diete per celiaci, se non viene mescolato ad altri cereali.

​Nella ricetta che vi propongo, la farina 00, solitamente usata, viene sostituita dalla farina di sorgo. Per aumentare la lavorabilità dell’impasto, che non contiene né burro né uova, ho aggiunto lo psillio, (una pianta erbacea) che aumenta la capacità di assorbire l’acqua, ma anche di trattenerla, e quindi rendere l’impasto più lavorabile.


Ingredienti

  • ​150 g farina di sorgo

  • 1 kg mele

  • 80 g acqua tiepida

  • 30 g uvetta

  • 1 cucchiaio di bucce di psillio macinate

  • 2 cucchiai di zucchero

  • 1 cucchiaio di olio

  • sale

  • succo di mezzo limone

  • cannella

  • chiodi di garofano macinato

  • anice stellato macinato

  • zucchero a velo per decorare

Procedimento


​Mescolate la farina, l'acqua, l'olio, lo psillio e il sale. Impastate fino ad ottenere un panetto liscio.
Lasciate riposare l’impasto, coperto, per una mezz'ora.

Sbucciate le mele e affettatele finemente. Aggiungete lo zucchero e il limone, le uvette precedentemente lasciate in ammollo, la cannella, i chiodi di garofano e l’anice stellato.
Mescolate e mettete a riposare.

Tirate la pasta molto sottile, su carta forno o telo, versate le mele e i loro sughetto, sopra la pasta tirata distribuendole su tutta la superficie. Lasciate un bordo di alcuni centimetri per riuscire ad arrotolarlo bene.
Arrotolate delicatamente, con l'aiuto del telo o della carta forno. Date una forma a ferro di cavallo.
Infornate a 180° fino a che la superficie non sia dorata. Lasciate raffreddare e spolverate con zuc
chero a velo.

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